CALL FOR ARTISTS
Risorse, comunità, territori e giustizia sociale in Sicilia
Call per artiste, artisti, fotografə, videomaker, creativə e chiunque voglia raccontare la transizione energetica o l’accesso e la gestione dell’acqua in Sicilia attraverso uno sguardo artistico.
All’interno del festival Questa è la mia Terra, il Centro Studi Giuseppe Gatí vuole creare uno spazio di confronto che passi anche attraverso l’espressione artistica, per approfondire con altri linguaggi, sensibilità e forme di racconto i due temi principali di questa edizione: energia e acqua. Nasce cosí la call “Risorse, comunitá, territori e giustizia sociale in Sicilia” con due temi rivolta ad artistə, fotografə, videomaker, illustratrici e illustratori, creativə, collettivi e a chiunque voglia candidare una propria opera: “Energia (in)giusta in Sicilia”, dedicata alla transizione energetica, alle risorse, ai territori e alla giustizia sociale; e “Finché c’è acqua”, dedicata alla crisi idrica, alla siccità, all’accesso all’acqua e alle forme di cura, conflitto e resistenza nei territori siciliani. Le opere selezionate saranno esposte durante il festival.
Ogni opera può essere candidata per uno solo dei due temi: Energia (in)giusta in Sicilia oppure Finché c’è acqua. Ogni partecipante può però candidare fino a due opere complessive, una per ciascun tema. La stessa opera non può essere presentata in entrambe le sezioni.
1. Perché questi temi
Energie (in)giuste in Sicilia
Parlare di energia oggi significa parlare di territorio, lavoro, disuguaglianze, paesaggio, comunità e potere decisionale. Significa chiedersi non solo quanta energia produciamo, ma per chi la produciamo, chi ne trae beneficio e chi ne paga il costo. Con questa call vogliamo costruire un archivio vivo di immagini, storie e visioni sulla Sicilia che cambia: una Sicilia attraversata da impianti, promesse, conflitti, opportunità e nuove forme di resistenza. Perché una transizione energetica può dirsi davvero giusta solo se non lascia indietro i territori, non cancella le comunità e non trasforma l’isola in una semplice riserva di risorse da estrarre.
Energia giusta in Sicilia è un invito a guardare, raccontare e immaginare insieme un altro modo di abitare la transizione.
Con questa call vogliamo raccogliere lavori artistici che affrontino, in modo libero e personale, il tema dell’energia in Sicilia: lo sfruttamento delle risorse, la trasformazione degli spazi, i conflitti legati agli impianti, le promesse della transizione ecologica, la povertà energetica, l’accesso all’energia, le case inefficienti, il futuro dei piccoli comuni, i nuovi lavori nati da questo settore e le pratiche dal basso che provano a immaginare modelli più giusti. La domanda da cui partiamo è semplice e radicale: come evitare che la transizione energetica diventi una nuova forma di estrazione territoriale?
Cerchiamo opere capaci di raccontare esperienze, conflitti, visioni, paesaggi, contraddizioni e possibilità. Non cerchiamo necessariamente lavori “tecnici” sull’energia, ma sguardi capaci di mostrare cosa significa vivere dentro questi cambiamenti: nei territori, nelle comunità, nelle campagne, nelle città, nelle case, nei corpi, nel lavoro e nell’immaginario collettivo.
Finché c’è acqua
Parlare di acqua in Sicilia significa parlare di futuro.
Significa parlare di chi può restare e di chi è costretto ad andare via, di quali campagne possono continuare a essere coltivate, di quali paesi possono essere abitati, di quali infrastrutture vengono curate e di quali territori vengono lasciati indietro. L’acqua non è solo una risorsa naturale. È una condizione di vita, un diritto, una memoria collettiva, un elemento che lega corpi, case, campi, paesi, animali, piante e paesaggi. Perché una gestione dell’acqua può dirsi davvero giusta solo se non lascia indietro i territori, non scarica il peso della crisi sulle comunità più fragili e non trasforma un bene essenziale in privilegio.
Con questa call vogliamo raccogliere lavori artistici che affrontino, in modo libero e personale, il tema dell’acqua in Sicilia: l’accesso alle risorse idriche, le disuguaglianze territoriali, le infrastrutture abbandonate, le campagne assetate, le città razionate, i piccoli comuni, le fonti, i fiumi, gli invasi, i pozzi, il mare, le memorie dell’acqua e le pratiche dal basso che provano a immaginare forme più giuste di cura e gestione del territorio.
La domanda da cui partiamo è semplice e urgente: chi ha accesso all’acqua in Sicilia, chi ne resta escluso e chi decide sul suo futuro? Cerchiamo opere capaci di raccontare esperienze, conflitti, paesaggi, memorie, pratiche quotidiane e immaginari legati all’acqua. Non cerchiamo necessariamente lavori tecnici sulla crisi idrica, ma sguardi capaci di mostrare cosa significa vivere in territori dove l’acqua manca, arriva a intermittenza, viene sprecata, diventa merce o viene custodita come bene comune.
2. Chi può partecipare
La call è aperta a tuttə, senza limiti di età, formazione o provenienza artistica.
Possono partecipare artistə, fotografə, videomaker, illustratrici e illustratori, studenti, collettivi, abitanti, attivistə, ricercatrici e ricercatori, lavoratrici e lavoratori del settore energetico, agricoltrici e agricoltori, persone che vivono o hanno questi processi nei propri territori.
Non è necessario essere professionistə. Conta lo sguardo, la storia, la capacità di porre domande.
3. Opere ammesse
Sono accettate diverse forme artistiche, tra cui:
- fotografie singole o serie fotografiche;
- dipinti, illustrazioni, disegni, collage;
- manifesto grafico;
- video della durata massima di 3 minuti;
- testi poetici o narrativi brevi;
- installazioni leggere o materiali mixed media;
- altre forme espressive coerenti con il tema della call.
Le opere possono essere già esistenti o realizzate appositamente per la call.
4. Temi possibili
Per il tema Energie (in)giuste le opere possono esplorare, tra gli altri, questi temi:
- energia e giustizia sociale;
- povertà energetica e bollette;
- accesso all’energia nei piccoli comuni e nelle aree interne;
- fotovoltaico, agrivoltaico, eolico e trasformazione del paesaggio;
- consumo di suolo e conversione degli spazi agricoli;
- comunità energetiche e pratiche dal basso;
- lavoro, nuove professioni e nuove forme di dipendenza economica;
- impatti sulle comunità locali;
- rapporto tra energia, agricoltura e diritto a restare;
- infrastrutture, cavi, pale, pannelli, cabine, reti;
- immaginari futuri della Sicilia;
- conflitti tra sviluppo, territorio e autodeterminazione.
Per il tema Finché c’è acqua le opere possono esplorare, tra gli altri, questi temi:
- siccità e crisi idrica;
- accesso all’acqua e disuguaglianze territoriali;
- razionamenti, interruzioni e vita quotidiana;
- reti idriche inefficienti e infrastrutture abbandonate;
- invasi, dighe, pozzi, fonti, acquedotti e cisterne;
- agricoltura, allevamento e scarsità d’acqua;
- desertificazione e cambiamento climatico;
- acqua, salute e qualità della vita;
- mare, fiumi, torrenti e paesaggi trasformati;
- memoria dell’acqua nei paesi e nelle comunità;
- privatizzazione, gestione pubblica e bene comune;
- pratiche di cura, risparmio, raccolta e riuso;
- conflitti tra usi agricoli, industriali, turistici e domestici;
- piccoli comuni, aree interne e diritto a restare.
5. Come partecipare
Per candidarsi è necessario inviare via mail:
- nome, cognome ed eventuale nome artistico;
- età;
- città o territorio di provenienza/residenza;
- breve biografia, massimo 600 caratteri;
- tema scelto per candidare l’opera, tra Energia (in)giusta e Finché c’è acqua
- titolo dell’opera o del progetto;
- breve descrizione dell’opera, massimo 1.000 caratteri
(fornire dimensioni esatte e formato dell’opera);
- file allegato dell’opera o link per visionarla;
- eventuali necessità tecniche per l’esposizione o la proiezione.
Le candidature vanno inviate entro il 5 agosto all’indirizzo:
[email protected]
Oggetto della mail:
Call Energia e Acqua in Sicilia – [Nome Cognome]
6. Selezione ed esposizione
Le opere selezionate verranno esposte a Campobello di Licata durante la Quarta Edizione del Festival Questa è la mia terra e io la difendo che si terrá il 18 e 19 Agosto.
La selezione terrà conto della coerenza con il tema, della forza espressiva del lavoro e della pluralità degli sguardi rappresentati. L’obiettivo è costruire una mostra che apra uno spazio critico, sensibile e collettivo per interrogare il futuro energetico della Sicilia.
Ai partecipanti selezionati è richiesto di provvedere a portare le loro opere il 18 agosto pronte per essere esposte durante il festival. Lo staff del festival si preoccuperà di aiutare ad allestire gli spazi e garantire una coerenza nell’esposizione.
7. Premiazione
Durante il festival saranno assegnate alcune menzioni speciali alle opere selezionate. La premiazione non intende trasformare la call in una gara estetica o in un concorso per decretare la “migliore opera”. Su un tema come energia, acqua, territorio e giustizia sociale, una premiazione classica rischierebbe di spostare l’attenzione sulla competizione, mentre il senso di questa call è raccogliere sguardi capaci di aiutarci a leggere meglio la Sicilia dentro la transizione energetica e l’utilizzo e la gestione dell’acqua. Non stiamo costruendo un concorso d’arte competitivo, ma un dispositivo culturale e politico per dare spazio a immagini, visioni, esperienze e domande sul futuro energetico dell’isola. I riconoscimenti includeranno l’esposizione dell’opera in un altro spazio partner, un buono per materiali artistici o per stampa fotografica, e la valorizzazione del lavoro attraverso i canali del festival.
Le menzioni previste per entrambe le call sono:
Sguardo Critico
- per l’opera che saprà raccontare con maggiore forza conflitti, contraddizioni, disuguaglianze e impatti territoriali della transizione energetica
- per l’opera capace di far emergere conflitti, disuguaglianze, responsabilità e forme di potere legate alla gestione dell’acqua
Nuovi Immaginari
- per l’opera capace di aprire visioni alternative, desiderabili e non estrattive sul futuro dell’energia in Sicilia
- per l’opera che saprà aprire visioni inedite sul futuro dell’acqua in Sicilia, andando oltre la sola rappresentazione dell’emergenza, immaginando nuove forme di cura, convivenza, adattamento e giustizia tra comunità, territori e risorse idriche
Premio del Pubblico
assegnato dalle persone presenti durante il festival all’opera che avrà generato maggiore coinvolgimento, riflessione o risonanza collettiva.
8. Griglia di valutazione opere
Ogni opera sarà valutata sulla base di criteri generali comuni e, successivamente, sulla base dei criteri specifici legati alle menzioni speciali.
a) Criteri generali
| Criterio | Descrizione | Punteggio |
|---|---|---|
| Coerenza con il tema | L’opera affronta in modo chiaro e pertinente il tema dell’acqua in Sicilia, collegandolo a siccità, territori, comunità, risorse, disuguaglianze, memoria o giustizia sociale. | 1–5 |
| Forza espressiva | L’opera ha una presenza visiva, narrativa, sonora o simbolica capace di colpire, coinvolgere e lasciare un’impressione nel pubblico. | 1–5 |
| Originalità dello sguardo | L’opera propone un punto di vista personale, situato o non scontato, evitando rappresentazioni troppo generiche o stereotipate della crisi idrica. | 1–5 |
| Qualità formale | L’opera mostra cura, coerenza e consapevolezza nell’uso del linguaggio artistico scelto, anche senza necessariamente avere un’impostazione professionale. | 1–5 |
b) Criteri specifici per le menzioni
Menzione “Sguardo critico”
Questa menzione premia l’opera più capace di leggere il tema dell’acqua in Sicilia in modo politico, sociale e territoriale.
| Criterio | Descrizione | Punteggio |
|---|---|---|
| Capacità di generare riflessione | L’opera non si limita a rappresentare la crisi idrica, ma apre domande sulle sue cause, conseguenze e responsabilità. | 1–5 |
| Visibilità di conflitti, contraddizioni o ingiustizie | L’opera riesce a far emergere tensioni, squilibri, conflitti territoriali o forme di ingiustizia legate all’acqua. | 1–5 |
| Attenzione a disuguaglianze, responsabilità e potere | L’opera mostra il rapporto tra acqua, gestione pubblica o privata, accesso alle risorse, disuguaglianze sociali e territoriali. | 1–5 |
Menzione “Nuovi immaginari”
Questa menzione premia l’opera che non si limita alla denuncia, ma apre possibilità, visioni e futuri diversi.
| Criterio | Descrizione | Punteggio |
|---|---|---|
| Capacità di immaginare futuri diversi | L’opera propone visioni, pratiche o possibilità alternative rispetto alla crisi idrica e alla gestione dell’acqua in Sicilia. | 1–5 |
| Sicilia come territorio che inventa, custodisce e resiste | L’opera restituisce un’immagine della Sicilia non solo come territorio ferito, ma anche come luogo capace di cura, adattamento, resistenza e immaginazione. | 1–5 |
Premio del pubblico
Il Premio del pubblico sarà assegnato all’opera che riceverà il maggior numero di voti da parte delle persone presenti durante il festival.
Il pubblico potrà votare tenendo conto dei seguenti aspetti:
| Criterio | Descrizione |
|---|---|
| Coinvolgimento emotivo | L’opera riesce a emozionare, colpire o creare riconoscimento. |
| Partecipazione, discussione o memoria | L’opera genera conversazione, confronto, ricordo o desiderio di approfondire il tema. |
| Accessibilità del messaggio | L’opera riesce ad arrivare anche a chi non conosce già il tema della crisi idrica in Sicilia. |

